Museo Archeologico Statale dell'Agro Atellano
Via Roma, 6 - 81030 Succivo (Caserta)
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Museo Archeologico Statale dell'Agro Atellano
Succivo (Caserta)
Il Museo Archeologico Statale dell'Agro Atellano è allestito su due piani. Al primo sono esposti i reperti archeologici dell'area urbana di Atella e delle sue necropoli. La prima è quella rinvenuta nel 1981 in località Tredici del Castagno a Gricignano d'Aversa, databile tra il III e il IV secolo d.C.
Segue, inoltre, la documentazione sulle necropoli di Villa di Briano, Frignano, Succivo, Carinaro, i cui resti sono emersi tra il 1926 e il 1927, nel corso di lavori per la linea ferroviaria. Queste necropoli sono caratterizzate dalla presenza di ceramica capuana a figure rosse e di ceramica a vernice nera di ottima qualità (seconda metà del IV - inizio del III sec. a.C.). Rilevanti sono le testimonianze provenienti da Caivano, le cui sepolture è comprendenti tombe a cassa, in tufo, con piano di copertura in tegole o a fossa è risalgono al 350 e al 330-320 a.C. Nelle sepolture maschili sono stati ritrovati cinturoni, armi o strigili; in quelle femminili, ornamenti personali. Sempre da Caivano provengono testimonianze relative al periodo romano. Altri reperti riguardano le località di Aversa, Sant'Antimo e Gricignano.
Il periodo romano tra il II e il I secolo a.C. è documentato dalle sepolture di Sant'Arpino (con raffinati oggetti tra cui un pettine, una scatola con finiture e uno specchio con manico in osso lavorato) e dalla tomba a camera ritrovata nel 1966 in località Starza (con tre balsamari in terracotta ed un unguentario in alabastro rinvenuti in una custodia di piombo).
Il piano superiore è caratterizzato dall'esposizione di reperti provenienti dalla necropoli localizzata nell'area dove alcuni anni fa è stata costituita la base della Marina militare americana di Gricignano d'Aversa, pertinenti all'Orientalizzante antico (fine VIII - inizio VII secolo a.C.), particolarmente significativi per la comprensione del rapporto tra la popolazione greca coloniale e quella indigena nella regione a sud del fiume Clanis, finora poco documentata.
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